I risultati del Rapporto 2015 dell'Istat.
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Rapporto Istat 2015 su Smart mobility e gestione eco delle città

Rendere in Italia le città e le comunità territoriali sempre più smart: per fare questo occorre superare le logiche del passato in quanto la pianificazione e la gestione dei sistemi urbani deve essere necessariamente sempre più integrata. Questo è almeno l’obiettivo di ogni Amministrazione comunale, ma chi realmente ci sta riuscendo?

Ebbene, a tal fine l’Istat ha pubblicato il Rapporto annuale 2015 che, giunto alla sua 23esima edizione, traccia un quadro di quello che è il presente ed il futuro del nostro Paese anche per quel che riguarda, per l’ambiente urbano, la ‘Gestione eco-sostenibile e caratterizzazioni smart delle città‘.

Ebbene, fissando e riclassificando ben sessanta indicatori l’Istat ha rilevato che nel nostro Paese ci sono ritardi, anche nelle grandi città, per quel che riguarda l’aggiornamento dello Strumento urbanistico generale. Basti pensare che in una città su tre questo risulta essere vecchio di oltre dieci anni. Stessa musica anche a livello ambientale con il Paes, il Piano d’azione per l’energia sostenibile, che ad oggi è stato approvato da meno del 50% delle città.

Rendere in Italia le città e le comunità territoriali sempre più smart passa anche attraverso un coinvolgimento dei cittadini sulle scelte e le decisioni. Ed in effetti, anche se a rilento, aumentano le città dove la trasparenza amministrativa viene rafforzata redigendo il Bilancio Sociale ed il Bilancio ambientale unitamente all’adozione di forme di progettazione partecipativa.

Ritardi e limitazioni si registrano anche per quel che riguarda la mobilità urbana in quanto le scelte strategiche dei Comuni spesso vanno a scontrarsi con la carenza di infrastrutture. E così nella gestione eco-compatibile delle città le Amministrazioni comunali solo fino ad un certo punto possono limitare la circolazione privata e, nello stesso tempo, andare ad incentivare l’uso di aree pedonali e di parcheggi di scambio.

Più semplice, e non a caso secondo l’Istat il trend è in crescita dal 2012, è l’adozione nel campo della smart mobility dei sistemi di infomobilità che migliorano la qualità e la fruizione dei servizi del trasporto pubblico. E così in Italia, e tra questi spiccano Comuni come quelli di Verona, Bologna e Genova, è oramai consolidato in molte città capoluogo, a supporto del servizio di trasporto pubblico, l”uso di avvisi sul traffico via SMS, di sistemi di pagamento elettronico della sosta, di applicazioni per i dispositivi mobili e/o di pannelli stradali a messaggio variabile.

Elaborazione su dati Istat: Nord e centro sovrastano il Sud Italia sotto tutti gli aspetti.

Per quanto riguarda infine le performance aggregate delle città per area di intervento e ripartizione geografica, il rapporto dell’Istat ha evidenziato come il Nord Italia sia più avanti di Centro e Sud per quanto riguarda self-governance, pianificazione e programmazione, innovazione tecnologica, e ciò sia nei grandi comuni sia nei comuni capoluogo; il Centro detiene invece il primato per innovazione eco-solidale, gestione eco-sostenibile e trasparenza/partecipazione.

Filadelfo Scamporrino

Filadelfo Scamporrino

Ing. Informatico, web content manager indipendente e, per siti e portali specializzati in flussi di notizie, pure business writer, back officer e human resources manager.
Filadelfo Scamporrino

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